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Le idee di Alvini per il Frosinone. Identità, coraggio e una nuova Serie A

Le idee di Alvini per il Frosinone. Identità, coraggio e una nuova Serie A

Cinque giornate sono bastate al Frosinone per conquistare un posto tra le realtà più interessanti della Serie A. La squadra di Massimiliano Alvini ha raccolto dieci punti, gli stessi della Juventus, e dopo il successo per 2-0 sul Como ha confermato una precisa identità di gioco. Un percorso segnato dalle idee di Alvini, intervenuto oggi al Festival dello Sport a Palazzo Benvenuti, ha raccontato partendo dalle proprie origini e arrivando alla filosofia che guida il suo Frosinone.

Dalla squadra del bar al Frosinone in Serie A

Alvini ha ricordato un percorso iniziato nel 1996, quando allenava il Fucecchio, “la squadra del bar“, con cui vinse il campionato amatoriale. Da allora sono cambiate categorie, piazze e responsabilità, ma non le idee e la convinzione di fondo, quella di costruire una squadra riconoscibile. “L’identità di squadra è quella che serve per giocare le partite, cercare sempre di vincere, avere un’idea e uno stile tuo“, ha spiegato.

E proprio il successo contro il Como, arrivato con le reti di Calò e Kvernadze, ha alimentato il racconto della sorprendente partenza giallazzurra. Alvini ha anche strappato un sorriso ricordando la reazione dei figli dopo la partita, avevano puntato mezzo Como al Fantacalcio e, dopo il 2-0, non volevano più parlargli.

Alvini, “le mie idee” prima di tutto

Il punto centrale dell’intervento, però, riguarda il modo di intendere il calcio. Le idee di Alvini quando si tratta di preparare la propria squadra non vengono rinnegate nemmeno guardando alle esperienze precedenti in Serie A. Il riferimento è alla Cremonese-Milan terminata 0-0, una gara nella quale, secondo il tecnico, la squadra pensò soprattutto a difendersi senza proporre gioco. Quell’episodio è diventato una lezione, “Non rifarei passi indietro sulle mie idee“.

Per questo il Frosinone prova ad aggredire alto, ma senza rinunciare alla proposta quando conquista il pallone. La pressione, infatti, rappresenta soltanto una parte del piano, “Quando hai la palla devi saper proporre sempre”. Non sorprende, quindi, che Alvini ammetta di fare fatica quando la sua squadra si abbassa troppo.

L’emozione prima del fischio

Infine, dietro il tecnico emerge anche l’uomo. Alvini ha raccontato l’emozione che prova nei secondi precedenti al fischio d’inizio, paragonandola a quella vissuta nel Palio e all’amore per il cavallo prima della partenza. È la stessa gioia che, partita dopo partita, accompagna un allenatore ancora profondamente coinvolto dal proprio mestiere.

Massimiliano Alvini Bracaglia Rinnovo le idee di Alvini

Il Frosinone, dunque, non vuole vivere questa partenza come una semplice parentesi. Alvini rivendica un’identità costruita nel tempo e difende con convinzione le sue idee. Pressione, coraggio, proposta e una squadra capace di riconoscersi nel proprio modo di giocare. I dieci punti dopo cinque giornate sono il risultato più evidente; la vera sfida, però, sarà continuare su quella strada senza perdere l’identità che ha trasformato il Frosinone nella sorpresa del primo scorcio di campionato.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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