La Juventus in emergenza, arriva alle prossime tre partite in una situazione particolarmente delicata. Gli infortuni hanno ridotto le possibilità di scelta di Luciano Spalletti e, dopo l’operazione di Manuel Locatelli, il centrocampo è diventato ancora più corto. La Juventus ha comunicato ufficialmente che il capitano è stato sottoposto alla sutura del menisco esterno del ginocchio destro e che ha iniziato il programma riabilitativo.
In questa intervista a Lorenzo Bulgarelli, il focus è stato incentrato sullo stato attuale della Juventus e su come la squadra saprà reagire a questa crisi dovuta agli infortuni. Non poteva mancare un analisi tecnico-tattica e del ruolo di Spalletti.
– Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico, da sempre appassionato di calcio. Ha iniziato il suo percorso su YouTube con l’obiettivo di confrontarsi con il pubblico, arrivando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale.
Oggi si dedica soprattutto alle Live e Live Reaction su YouTube, raccontando e analizzando le squadre di Serie A anche nel ruolo di telecronista e conduttore.

Alla luce delle recenti vicissitudini in casa Juve, come vedi la squadra da qui alla sosta? E’ una Juventus in emergenza?
La squadra sta sicuramente attraversando un momento di grande difficoltà, visti i tanti infortuni che ci sono in casa bianconera in questo momento. Basti pensare ai giocatori chiave di Luciano Spalletti: Thuram e gli altri elementi che dovranno restare fuori a lungo, mentre McKennie dovrebbe rientrare in tempi più brevi, ma anche in questo caso bisogna dargli il giusto tempo per tornare a disposizione nella migliore condizione possibile. Spalletti, in tal senso, non vorrà rischiare.
Mi aspetto quindi una Juventus che dovrà fare di necessità virtù. Spalletti è un allenatore che conosce molto bene i limiti di alcuni giocatori e, di conseguenza, anche senza alcuni elementi cardine come Thuram, McKennie e lo stesso Locatelli, che a molti tifosi non piace ma che nell’economia della Juventus ha un suo senso logico, l’assenza di tutti questi elementi peserà enormemente sulle prossime partite.
Sassuolo-Juventus, in tal senso, è una gara sicuramente molto complicata e non scontata, anche se sulla carta molti potrebbero pensare che la Juventus possa vincere facilmente. Non è assolutamente così, anche perché il Sassuolo sta attraversando un buon periodo di forma, mentre la Juventus deve fare i conti con tutte queste assenze e con il problema del gol.
Gli attaccanti, nelle prime tre partite stagionali, non hanno ancora messo a referto nemmeno una rete. E poi ci sarà l’Atalanta, che sarà una partita molto complicata. È vero che la formazione bergamasca ha cambiato allenatore, ma resta comunque una squadra sempre temibile. La Roma ne sa qualcosa, visto che fino all’ultimo ha avuto enormi difficoltà nel batterla.
Sono partite da tenere sotto osservazione, quelle con la X sul calendario, per dire: attenzione, questa può essere una gara da tripla. Oggi non siamo quella Juventus che scendeva in campo già 2-0 grazie ai grandi talenti e ai fenomeni che aveva in squadra.
Oggi siamo di poco superiori all’Atalanta e, inoltre, arriveremo a questa partita dopo lo scontro in Europa League contro il NEC, una gara che inevitabilmente toglierà energie. Prima della sosta vedo quindi tre partite, una più difficile dell’altra, nessuna da sottovalutare e nelle quali bisognerà per forza di cose fare risultato.
Non possiamo permetterci di perdere punti in queste prime partite della stagione.
Come pensi Spalletti reagirà a questa situazione? Punterà sull’attacco, sulla difesa o cercherà di mediare cercando un compromesso?
Spalletti è da sempre un allenatore camaleontico, che cerca di adattare la propria squadra in base al tipo di avversario che va ad affrontare. Per cui, a prescindere dalla situazione degli infortuni e dalle tante assenze, cercherà di mantenere prima di tutto un equilibrio di squadra, senza quindi snaturare troppo il proprio credo calcistico.
Allo stesso tempo, non credo che voglia sbilanciarsi troppo in avanti o, viste le assenze, arroccarsi nella propria area di rigore subendo per poi partire in contropiede.
Che si affronti il Sassuolo, l’Atalanta o il Cagliari dopo la sosta, sicuramente Spalletti cercherà di trovare il giusto compromesso, anche perché le scelte a centrocampo, viste le tante assenze, sono obbligate.
A sinistra, con gli infortuni di Cambiaso e Cabal, le scelte sono praticamente obbligate. E davanti, con gli infortuni di Yildiz e Boga, Spalletti dovrebbe per forza schierare dal primo minuto Alajbegovic.
Quindi le scelte sono obbligate, ma mi aspetto da questo allenatore anche la possibilità di cambiare modulo.
Si paventa in questi giorni dalle parti della Continassa anche la possibilità di giocare con due punte, quindi Kolo Muani e Woltemade contemporaneamente, passando magari a un assetto un po’ più compatto, un 4-4-2 per rendere l’idea. Potrebbe così esaltare le due punte che, a mio modo di vedere, sono complementari come caratteristiche, ma allo stesso tempo senza sbilanciare troppo il peso della squadra in avanti.
Quale sarà la chiave di questa stagione? Il giocatore che pensi potrà dare il contributo decisivo per le fortune della stagione? E lo stesso vale per Spalletti?
A questa domanda è complicato rispondere per un semplice motivo. Normalmente avrei detto che sicuramente dovrà essere bravissimo l’allenatore a trovare le giuste chiavi di lettura in ogni singola partita, cercando di inculcare nella testa dei giocatori il proprio credo calcistico.
Allo stesso tempo, però, visti i tanti infortuni, non posso nemmeno pensare di affidarmi a quei due-tre giocatori ai quali, all’inizio della stagione, davo le chiavi della squadra. Penso, ad esempio, a Thuram e Yildiz, che quest’anno dovevano essere due perni fondamentali della Juventus a centrocampo e in attacco.
Essendo fuori almeno tre mesi ciascuno, se non Thuram anche qualcosa in più, difficilmente potremo averli a disposizione fino all’anno nuovo. Per cui, con metà stagione compromessa per quello che riguarda questi due elementi, difficilmente posso dire: ecco, saranno loro due a fare la differenza.
Magari nella seconda parte dell’anno anche sì, ma adesso è molto complicato.
Un giocatore dal quale mi aspetto invece tanto, una crescita importante, è Francisco Conceição. Se dovessi spendere una fiche su un giocatore che per me in questa stagione potrà fare la differenza, sicuramente dico il portoghese.
Già in queste prime tre partite ha dimostrato di essere quel giocatore che, per qualità, tecnica, estro e voglia di incidere, è sicuramente un passo avanti a tutti. Il gol di Bremer contro il Frosinone nasce dal suo assist, mentre contro Parma e Milan ha colpito due pali clamorosi con dei bellissimi tiri dalla distanza.
È un giocatore anche sfortunato, ma con il suo piede può essere quel giocatore che accende le partite e può fare la differenza.
C’è qualche altro giocatore che potrebbe sorprendere?
Un occhio di riguardo lo voglio tenere per quanto riguarda altri due giocatori, due esuberi di fatto: Nico Gonzalez e Koopmeiners, che con Luciano Spalletti in questa nuova stagione potrebbero non dico rinascere a nuova vita, ma sicuramente rivelarsi elementi utili.
Nico Gonzalez nelle rotazioni, come abbiamo visto in queste prime uscite, anche da titolare, vista la sua garra da buon argentino e la sua voglia di fare bene.
Diciamo che mi aspetto un contributo fondamentale da parte di quei giocatori che tecnicamente, so che è banale dirlo, ma è così, possono dare quel qualcosa in più.
Sicuramente non posso aspettarmi che faccia la differenza, lo dico tranquillamente, un Andrea Cambiaso, al di là dell’infortunio, perché sono anni e anni che dimostra di essere ormai un ex giocatore per voglia e personalità: si accontenta di fare il compitino e non posso pretendere molto.
Invece da giocatori che devono dimostrare qualcosa in questa Juventus per essere confermati, come Nico Gonzalez e così via, mi aspetto qualcosa in più.
O da chi ha qualità superiori, come Conceição, che potrebbe davvero fare la differenza.
Oppure attenzione anche a Kerim Alajbegović.