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Locatelli e la Juve: il tifoso non deve cercare un colpevole

Locatelli e la Juve: il tifoso non deve cercare un colpevole

Il tifo della Juventus è sempre stato esigente. Fa parte della storia di questa società, della sua cultura e delle aspettative che accompagnano una maglia che non può accontentarsi facilmente. Ma proprio per questo bisogna distinguere tra la critica, legittima e necessaria, e la ricerca continua di un colpevole.

Manuel Locatelli è diventato spesso uno dei bersagli di questa dinamica.

E forse è arrivato il momento di chiedersi se sia davvero lui il problema.

Tifo Juventus: criticare sì, cercare un capro espiatorio no

Il tifoso ha tutto il diritto di arrabbiarsi.

Ha il diritto di contestare una prestazione, di fischiare, di chiedere di più alla squadra. Lo ha dimostrato anche il recente passato: dopo la sconfitta con la Fiorentina, a maggio, una parte dei tifosi contestò duramente la squadra fuori dallo Stadium.

Questa è la Juventus.

Una piazza che pretende.

Il problema nasce quando la critica smette di essere rivolta alla squadra e viene concentrata sistematicamente sul singolo.

Quando ogni problema diventa colpa di un giocatore.

Quando un centrocampista deve rispondere anche delle difficoltà degli attaccanti, della poca qualità offensiva, delle scelte dell’allenatore o di una squadra che non riesce a trovare continuità.

È lì che la critica rischia di perdere il suo significato.

Curva juve
I tifosi sono una risorsa o dovrebbero esserlo

Locatelli non può essere la risposta a tutti i problemi

Locatelli non è un giocatore perfetto.

Come nessuno lo è.

Può sbagliare una partita, può perdere un pallone, può essere meno brillante. E può essere criticato.

Ma negli ultimi anni gli è stato chiesto, spesso, di essere contemporaneamente regista, equilibratore, leader, recuperatore di palloni e uomo capace di dare qualità alla manovra.

Troppo.

Soprattutto quando gli si attribuiscono responsabilità che appartengono alla struttura complessiva della squadra.

La Juventus non ha avuto problemi soltanto perché Locatelli ha giocato bene o male.

La Juventus ha attraversato problemi tattici, tecnici, societari e di continuità che nessun singolo centrocampista avrebbe potuto risolvere da solo.

Eppure Locatelli ci mette la faccia

C’è poi un aspetto che dovrebbe pesare nel giudizio.

Locatelli ci mette la faccia.

Lo ha fatto da capitano. Lo ha fatto nei momenti difficili. E lo ha fatto anche quando la squadra veniva contestata.

Dopo la sconfitta con la Fiorentina, per esempio, non si nascose dietro alibi: riconobbe che la pressione aveva pesato e disse che, davanti a una prestazione del genere, i fischi fossero comprensibili.

È esattamente ciò che spesso chiediamo a un calciatore: assumersi la responsabilità.

Poi, però, quando lo fa, rischiamo di utilizzargli contro proprio quella disponibilità.

Il problema è più grande di Locatelli

La Juventus deve ritrovare una mentalità.

Deve ritrovare personalità, velocità di pensiero, cattiveria agonistica e continuità.

Lo stesso Locatelli, dopo il pareggio con il Milan, aveva indicato la necessità di essere più cattivi in area e di sfruttare meglio le occasioni create.

Quella non era la dichiarazione di un giocatore che si tira fuori dal problema.

Era quella di un capitano che riconosce il problema.

Ma riconoscere un problema non significa esserne la causa.

La tifoseria deve tornare a essere una forza

Il tifo della Juventus può essere una pressione straordinaria.

Ma la pressione deve diventare energia.

Non distruzione.

Fischiare dopo una partita sbagliata può essere legittimo. Contestare una stagione deludente è legittimo. Chiedere alla società di intervenire è legittimo.

Trasformare ogni giocatore in un bersaglio permanente, invece, non aiuta la Juventus.

Perché oggi può essere Locatelli, Koopmeiners o Kolo Muani

Domani un altro.

Dopodomani l’allenatore.

E alla fine si finisce per perdere di vista il problema vero: costruire una squadra migliore.

Locatelli oggi avrebbe bisogno anche del suo popolo

L’infortunio cambia ulteriormente il quadro.

Locatelli è stato operato al menisco esterno del ginocchio destro e ha iniziato il percorso riabilitativo. La Juventus ha comunicato il successo dell’intervento, senza indicare ufficialmente i tempi di recupero.

In questo momento, quindi, più che un bersaglio, Locatelli è un uomo della Juventus che non può aiutare i compagni sul campo.

E forse è proprio questo il momento in cui il tifoso dovrebbe ricordarsi di una cosa semplice.

Criticare un giocatore quando sbaglia fa parte del calcio.

Abbandonarlo quando attraversa un momento difficile è un’altra cosa.

La Juventus ha bisogno di una tifoseria esigente.

Ma anche di una tifoseria capace di capire la differenza tra pretendere di più e cercare qualcuno da colpevolizzare.

Locatelli non deve essere intoccabile.

Ma non deve nemmeno diventare il capro espiatorio di tutto ciò che non funziona.

Perché se davvero vogliamo una Juventus più forte, dobbiamo smettere di cercare il colpevole e iniziare a pretendere una squadra migliore.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro per diverse testate video e social, tra cui, Top Planet e Radio Biaconera, Calciostyle e Ju24.it. Con il nickname "SkyWalker" organizzo e conduco dirette sulle pagine social "Juventini" e "Il Grande Bianconero".

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