Como, Papaccioli segna al debutto in Champions contro il Lens dopo nove mesi di stop per infortunio. La storia del talento classe 2008 di Fàbregas.
A quindici anni sognava di esordire con la prima squadra del Como. Tre anni dopo, non soltanto quel sogno si è realizzato, ma è arrivato anche un gol in Champions League. E tutto questo dopo un infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo per diversi mesi.
È la storia di Matteo Papaccioli, centrocampista classe 2008 diventato uno dei protagonisti della straordinaria serata del Como contro il Lens, travolto per 9-1 nella quarta giornata della fase campionato. In una partita dominata dalla squadra di Cesc Fàbregas, tra la tripletta di Douvikas e le giocate di Nico Paz, c’è stato spazio anche per il debutto di un ragazzo cresciuto nel settore giovanile lariano. Un esordio che difficilmente avrebbe potuto immaginare migliore.
Como, chi è Matteo Papaccioli: dal Brasile al sogno della prima squadra
Nato il 9 maggio 2008 a Taubaté, in Brasile, Papaccioli si avvicina al calcio fin da bambino. Cresce ammirando Neymar e muove i primi passi nel futsal, prima di trasferirsi in Italia insieme alla famiglia. Dopo alcune esperienze nelle società giovanili del territorio, nel 2022 entra nel vivaio del Como, dove si distingue rapidamente per le proprie qualità tecniche. Con l’Under 16 colleziona 25 presenze, sette gol e sei assist, attirando anche l’attenzione delle selezioni giovanili della Nazionale italiana.
In un’intervista pubblicata dal sito ufficiale del Como quando aveva appena quindici anni, Papaccioli raccontava il desiderio di diventare un calciatore professionista e di esordire con la prima squadra. Un’ambizione che comincia a prendere forma nell’ottobre 2024, quando il club gli offre il primo contratto da professionista.
Papaccioli, nove mesi di stop prima della notte di Lens
Il percorso del giovane centrocampista, però, non è stato privo di difficoltà. Nel gennaio 2026, infatti, durante una partita contro il Vicenza, Papaccioli subisce la rottura del legamento crociato di un ginocchio. Un infortunio particolarmente pesante per un ragazzo di diciassette anni, costretto a interrompere la propria crescita calcistica proprio mentre stava cercando di affermarsi. Seguono mesi di riabilitazione e lavoro lontano dal campo. Il ritorno arriva soltanto il 10 ottobre, dopo circa nove mesi di assenza. Appena undici giorni più tardi, il 21 ottobre, Papaccioli trova già la via del gol in Youth League contro il Manchester United.
Un primo segnale della ritrovata condizione, prima della convocazione più importante: quella per la trasferta di Champions League sul campo del Lens.
Lens-Como, il gol al debutto e l’emozione del VAR
Al 62′ della sfida contro i francesi, Fàbregas decide di mandare in campo Papaccioli al posto di Douvikas. Per il diciottenne è l’esordio assoluto con la prima squadra, direttamente sul palcoscenico della Champions League. Ma il momento più importante arriva nei minuti di recupero. Al 91′, Mattia Liberali serve un pallone in profondità per Papaccioli, che si presenta davanti al portiere Risser e conclude di sinistro, firmando il nono gol del Como. L’esultanza viene però interrotta dalla segnalazione di fuorigioco. Per qualche istante il sogno sembra svanire, prima che il VAR intervenga e riconosca la posizione regolare del centrocampista. La rete viene così convalidata e Papaccioli può finalmente festeggiare insieme ai compagni, prima di correre ad abbracciare Fàbregas.
Un’immagine che racchiude il significato di una serata speciale, arrivata dopo mesi trascorsi ad aspettare il ritorno in campo.

Como, Papaccioli: un debutto che racconta il valore del settore giovanile
La vittoria per 9-1 contro il Lens resterà una delle pagine più sorprendenti della storia europea del Como. Ma per Papaccioli il risultato ha un significato ancora più personale. Il giovane italo-brasiliano è passato da un lungo periodo di inattività al primo gol tra i professionisti, segnato direttamente nella massima competizione europea. La sua storia rappresenta anche un segnale del lavoro svolto dal vivaio lariano. Fàbregas, che già nel 2024 aveva elogiato il talento e le potenzialità del centrocampista, gli ha concesso un’occasione importante, ricevendo una risposta immediata.
Naturalmente, una rete non basta a definire il futuro di un diciottenne. Serviranno continuità, crescita e nuove opportunità.