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Napoli in ritiro, De Laurentiis interviene: Allegri sotto pressione prima della Lazio

Napoli in ritiro, De Laurentiis interviene: Allegri sotto pressione prima della Lazio

Napoli in ritiro, la pesante sconfitta contro il Porto spinge il presidente azzurro verso una misura straordinaria. Intanto Massimo Brambati difende Allegri, critica la condizione mentale della squadra e propone McTominay come capitano.

Il Napoli è pronto ad andare in ritiro per provare a interrompere una crisi che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Dopo il pesante 4-1 incassato contro il Porto in Champions League, Aurelio De Laurentiis avrebbe deciso di intervenire direttamente, disponendo il raduno della squadra a partire da venerdì 6 novembre.

La misura, secondo quanto riferito da Radio Marte, dovrebbe accompagnare gli azzurri fino alla sfida casalinga contro la Lazio. Nel frattempo, cresce la pressione su Massimiliano Allegri, chiamato a ricompattare un gruppo che sembra aver smarrito certezze e continuità. A offrire una lettura delle difficoltà è Massimo Brambati, ex calciatore e amico personale del tecnico, intervenuto ai microfoni dell’emittente napoletana.

Napoli in ritiro dal 6 novembre: la decisione dopo il crollo con il Porto

Il presidente De Laurentiis vuole una risposta immediata dopo le recenti sconfitte. Per questo motivo, la società sta organizzando un ritiro a Pozzuoli, dove i giocatori dovrebbero ritrovarsi venerdì pomeriggio e rimanere fino a domenica 8 novembre.

La scelta arriva in seguito alla trasferta di Champions League contro il Porto, terminata con un netto 4-1. Una battuta d’arresto che ha aggravato il momento negativo già evidenziato dalla precedente sconfitta contro la Juventus.

L’obiettivo del provvedimento è favorire un confronto diretto tra allenatore e calciatori, ridurre le distrazioni e recuperare quella compattezza che nelle ultime partite è mancata.

Il Napoli in ritiro rappresenterebbe dunque un segnale della volontà del presidente di intervenire prima che la situazione comprometta ulteriormente la stagione. La misura, tuttavia, resta legata alle indiscrezioni di stampa, in attesa di eventuali comunicazioni ufficiali del club.

Crisi Napoli, sette sconfitte e uno spogliatoio da ricompattare

I risultati raccontano una squadra lontana dal rendimento atteso. Secondo il bilancio riportato da Radio Marte, il Napoli ha già incassato sette sconfitte in quattordici partite tra Serie A e Champions League.

A preoccupare non è soltanto il numero delle battute d’arresto, ma soprattutto la difficoltà nel mantenere equilibrio e concentrazione durante le gare. Contro il Porto, dopo aver trovato il pareggio nel primo tempo, gli azzurri hanno ceduto nella ripresa, mostrando ancora una volta evidenti fragilità difensive.

Le assenze hanno complicato il lavoro di Allegri, ma la lunga lista degli indisponibili non sembra sufficiente a spiegare tutte le difficoltà.

Anche le tensioni emerse tra alcuni calciatori alimentano gli interrogativi sulla tenuta dello spogliatoio. Il confronto tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca durante la gara europea è diventato uno degli episodi più discussi del momento azzurro.

Brambati difende Allegri e critica l’atteggiamento dei giocatori

A intervenire sulla situazione è Massimo Brambati, ex calciatore e amico personale di Allegri, ospite della trasmissione Forza Napoli Sempre su Radio Marte.

Secondo Brambati, il tecnico avrebbe incontrato difficoltà soprattutto sul piano motivazionale. Al suo arrivo a Napoli si aspettava di trovare un gruppo ancora determinato a competere per nuovi successi, mentre una parte della rosa avrebbe mostrato meno energie mentali del previsto.

L’ex giocatore cita anche alcuni elementi di maggiore esperienza, tra cui Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e Amir Rrahmani, ritenendo che il problema non riguardi esclusivamente i calciatori più giovani.

Nella sua analisi, Allegri avrebbe cercato di restituire entusiasmo alla squadra e all’ambiente senza riuscire, almeno finora, a ottenere la reazione desiderata.

Una lettura che sposta parte dell’attenzione dalla gestione tecnica alla responsabilità dei giocatori. Per Brambati, infatti, il Napoli avrebbe bisogno soprattutto di ritrovare motivazioni e spirito di sacrificio.

McTominay capitano del Napoli: la proposta di Brambati

Tra i temi affrontati durante l’intervento radiofonico emerge anche la questione della leadership all’interno dello spogliatoio.

Brambati individua in Scott McTominay il giocatore ideale al quale affidare la fascia di capitano. A suo giudizio, il centrocampista scozzese rappresenta un esempio di professionalità, dedizione e atteggiamento competitivo.

La proposta non nasce da un’indiscrezione societaria di cambio del capitano del Napoli, ma da una valutazione personale dell’ex calciatore. 

Il riferimento a McTominay, tuttavia, sottolinea un aspetto centrale della crisi: la necessità di individuare figure capaci di trascinare il gruppo nei momenti di maggiore difficoltà.

Esonero Allegri, perché Brambati chiama in causa anche Manna

Nonostante i risultati negativi, l’amico del tecnico partenope respinge l’idea che l’esonero di Allegri possa rappresentare la soluzione immediata.

L’ex calciatore chiama in causa anche il direttore sportivo Giovanni Manna, ricordando il ruolo della dirigenza nella scelta dell’allenatore e nella costruzione della rosa.

Nel suo ragionamento, un eventuale cambio in panchina imporrebbe una riflessione più ampia sulle responsabilità societarie e sulle operazioni di mercato. Brambati cita in particolare gli investimenti effettuati per Sam Beukema, Noa Lang e Lorenzo Lucca.

Anche André-Frank Zambo Anguissa rientra nella sua analisi. Pur riconoscendone l’impegno, Brambati ritiene che il centrocampista non esprima più il rendimento mostrato durante il primo anno della gestione Conte.

Per l’ex giocatore, dunque, il Napoli dovrebbe affrontare le difficoltà attraverso un confronto interno, sostenendo Allegri e chiedendo maggiore responsabilità ai calciatori.

La fiducia nelle qualità dell’allenatore resta immutata, ma il tempo a disposizione per invertire la tendenza comincia a ridursi.

Napoli Lazio, il Maradona diventa il primo esame dopo il ritiro

La prossima partita rappresenta un passaggio delicato per il futuro immediato degli azzurri. Napoli-Lazio si giocherà domenica 8 novembre alle 12:30, allo stadio Diego Armando Maradona.

Di fronte ci sarà una Lazio capolista, avversaria particolarmente impegnativa per una formazione che deve ritrovare equilibrio e fiducia.

Il Napoli in ritiro fino al giorno della partita punta proprio a preparare questo confronto nelle condizioni migliori, cercando una reazione sia sul piano del risultato sia su quello dell’atteggiamento.

Al termine dell’incontro inizierà la sosta per le nazionali, durante la quale Allegri potrà lavorare sul recupero degli infortunati e sulla gestione delle criticità emerse.

Prima, però, servirà una risposta convincente sul campo. La società ha scelto di aumentare la pressione sul gruppo: spetterà ora ad Allegri e ai suoi giocatori dimostrare di poter uscire dalla crisi senza ricorrere a cambiamenti più profondi.