Il Como scrive una pagina storica al debutto assoluto in Champions League e travolge il Lipsia 4-1. Baturina apre la notte del Sinigaglia, Douvikas raddoppia, Diao firma il tris e Perrone chiude i conti dopo il momentaneo 3-1 di Maksimovic. Fàbregas celebra una serata destinata a restare nella memoria del club.
Non poteva esserci esordio europeo migliore. Alla prima partita internazionale della propria storia, direttamente sul palcoscenico della Champions League, il Como di Cesc Fàbregas supera il RB Lipsia per 4-1 e dimostra di non essere arrivato nella massima competizione continentale soltanto per partecipare.
Al Sinigaglia i lariani giocano con personalità, qualità tecnica e soprattutto una sorprendente capacità di leggere i diversi momenti della gara. Prima dominano attraverso il possesso e le combinazioni offensive, poi nella ripresa accettano anche di abbassarsi e difendere con una linea a cinque.
A decidere la serata sono Martin Baturina al 15′, Anastasios Douvikas al 38′, Assane Diao al 54′ e Máximo Perrone al 90′. Per il Lipsia va invece a segno Andrija Maksimovic al 58′.
Il Como comincia così la propria avventura nella League Phase con tre punti e una differenza reti di +3. Ma più ancora del risultato, è il modo in cui arriva il successo a rappresentare il segnale più interessante.
Baturina entra nella storia, poi manda in porta Douvikas
Le prime battute mostrano un Lipsia disposto ad aggredire alto, ma il Como non rinuncia alla propria costruzione.
Dopo una decina di minuti arriva la prima grande occasione lariana, con Douvikas e Nico Paz fermati nella stessa azione. È il preludio al momento destinato a entrare nella storia del club.
Al 15′ Baturina approfitta di una respinta corta di Baku e firma il primo gol europeo del Como. Una rete che rompe immediatamente il possibile blocco emotivo dell’esordio e cambia il volto della partita.
Il Lipsia reagisce e costringe Jean Butez a intervenire, soprattutto su Maksimovic. Il portiere francese impedisce ai tedeschi di trovare rapidamente il pareggio e permette alla squadra di Fàbregas di continuare a giocare secondo il proprio piano.
Al 38′ arriva il raddoppio. Stavolta Baturina veste i panni dell’assist-man e libera Douvikas davanti a Vandevoordt. Il centravanti greco non sbaglia e porta il Como sul 2-0 prima dell’intervallo.
Diao colpisce subito, poi Maksimovic prova a riaprire tutto
Fàbregas non effettua cambi all’intervallo e il Como riparte con lo stesso atteggiamento.
Il terzo gol arriva già al 54′.
Nico Paz vede lo spazio alle spalle della linea tedesca e lancia Diao sulla destra. Il senegalese attacca la profondità e da posizione defilata trova una conclusione potente che sorprende Vandevoordt: 3-0.
È un gol che fotografa perfettamente una delle armi migliori di questo Como: recupero, lettura immediata dello spazio e verticalizzazione senza bisogno di rallentare l’azione.
Il Lipsia, però, non sparisce.
Quattro minuti più tardi un errore nella costruzione tra Nico Paz e Milla permette agli ospiti di recuperare il pallone. Nkunku rifinisce e Maksimovic trova un grande sinistro per il 3-1.
Per qualche minuto la partita sembra poter cambiare.
Fàbregas cambia il Como: Kempf dentro e difesa a cinque
È probabilmente questo il passaggio tatticamente più interessante della serata.
Fàbregas non insiste ostinatamente sullo stesso sistema. Al 66′ interviene con tre cambi: entrano Perrone, Moise Kean e Marc-Oliver Kempf.
L’ingresso di Kempf modifica la struttura difensiva. Il Como passa a una linea di fatto a cinque, accetta di abbassare il baricentro e lascia maggiormente il pallone al Lipsia.
È una scelta che lo stesso Fàbregas rivendicherà nel post-partita: per diventare una squadra completa bisogna saper riconoscere rapidamente che tipo di partita si sta giocando.
Demichelis cerca invece di cambiare energia al Lipsia con tre sostituzioni intorno all’ora di gioco: Gomis, Ouédraogo e Banzuzi. Successivamente entra anche Gruda.
I tedeschi guadagnano campo, ma raramente riescono a trasformare il possesso in occasioni realmente pulite.
Butez viene protetto meglio e la partita progressivamente perde il ritmo che avrebbe potuto favorire una rimonta.
Nico Paz inventa ancora, Perrone firma il poker
Il Como non si limita però a difendersi.
La presenza di spazi alle spalle del Lipsia permette ai lariani di continuare a essere pericolosi quando riescono a superare la prima pressione.
Nel finale arriva anche il quarto gol.
Al 90′ Nico Paz trova un altro corridoio e manda Máximo Perrone davanti a Vandevoordt. Il centrocampista argentino, entrato dalla panchina, completa il lavoro e realizza il definitivo 4-1.
Per Nico Paz significa secondo assist della serata, dopo quello per Diao.
Il risultato assume dimensioni pesanti per il Lipsia, ma soprattutto trasforma il debutto del Como in una notte difficilmente replicabile: quattro marcatori differenti e la capacità di segnare sia attraverso attacchi organizzati sia sfruttando le transizioni.
La chiave della partita: il Como sa giocare più partite nella stessa partita
La superiorità del Como non è stata semplicemente offensiva.
La vera differenza è arrivata nella capacità di interpretare momenti differenti con comportamenti differenti.
Nel primo tempo la squadra di Fàbregas ha cercato di comandare attraverso il palleggio, il pressing e l’occupazione degli spazi. Baturina e Nico Paz hanno continuamente trovato posizioni difficili da leggere per il centrocampo tedesco, mentre Diao ha dato profondità e Douvikas ha impegnato i centrali.
Quando il Lipsia ha provato a cambiare l’inerzia nella ripresa, il Como non ha avuto invece paura di abbassarsi.
L’ingresso di Kempf e il passaggio alla difesa a cinque hanno ridotto gli spazi centrali, costringendo il Lipsia a sviluppare maggiormente sulle corsie. Da lì il Como ha potuto aspettare il momento giusto per ripartire.
È significativo che proprio Fàbregas abbia spiegato di essere soddisfatto per come la squadra abbia saputo capire quando aggredire e quando invece difendersi più bassa.
Per quanto riguarda i dati aggregati, il live-score automatico della partita registra un match molto più equilibrato nei volumi rispetto al risultato: 50,3% di possesso Como contro 49,7%, 14 tiri a testa e 6 conclusioni nello specchio contro 4. I corner risultano invece 1-5 per il Lipsia.
Questi numeri aiutano a leggere il 4-1: non è una vittoria costruita sulla quantità di conclusioni, ma sulla qualità delle situazioni create e sull’efficacia con cui il Como sfrutta gli spazi.
Fàbregas dopo Como-Lipsia: “Una serata storica”
Nel post-partita Fàbregas non nasconde il valore simbolico della serata, pur riportando immediatamente l’attenzione sulla Serie A.
“È stata una serata storica per il club e la gente”.
Il tecnico sottolinea che di questa partita si parlerà ancora tra molti anni, ma aggiunge che il Como dovrà immediatamente concentrarsi sulla sfida di campionato contro il Parma.
La parte tatticamente più interessante delle sue dichiarazioni riguarda però la gestione della ripresa.
Fàbregas spiega di essere soddisfatto per il modo in cui la squadra ha letto le diverse fasi della partita: ha saputo essere aggressiva quando era possibile e abbassarsi quando la pressione del Lipsia lo richiedeva.
Il tecnico rivela inoltre che il gol di Diao nasce da una situazione studiata in allenamento e dedica la vittoria a Maxence Caqueret, escluso dalla lista Champions esclusivamente per ragioni numeriche.
Demichelis riconosce la superiorità del Como
La lettura di Martin Demichelis è altrettanto chiara.
“Voglio congratularmi con l’avversario, che ha fatto meglio di noi”.
L’allenatore del Lipsia ammette soprattutto le difficoltà della propria squadra nella fase di non possesso. I tedeschi conoscevano la capacità del Como di muovere rapidamente il pallone, ma non sono riusciti a difendere con sufficiente compattezza.
Demichelis sottolinea anche un altro aspetto significativo: il Lipsia aveva iniziato bene la ripresa, ma alla prima vera azione offensiva del Como è arrivato il 3-0 di Diao.
Secondo il tecnico argentino, il principale passo avanti dovrà arrivare quindi dall’atteggiamento difensivo e dalla solidità collettiva.
Baturina MVP, Diao incontenibile: i migliori e i peggiori
Il migliore è Martin Baturina, voto 8.
Non soltanto perché firma il primo storico gol europeo del Como. Il croato aggiunge l’assist per Douvikas e interpreta con qualità gli spazi tra centrocampo e difesa tedesca.
Subito dietro Assane Diao, voto 7,5, devastante quando può attaccare campo aperto. La rete del 3-0 è l’ennesima dimostrazione della sua capacità di trasformare una transizione in un’occasione da gol.
Molto positivo anche Douvikas, ormai riferimento stabile dell’attacco, mentre Butez risulta importante soprattutto nel momento in cui il Lipsia prova a reagire all’1-0.
Tra gli ospiti si salva soprattutto Maksimovic, pericoloso già nel primo tempo e autore della splendida rete del 3-1.
I maggiori problemi riguardano invece il quartetto difensivo tedesco: Orban, Lukeba, Raum e Baku soffrono velocità, movimenti e tecnica degli attaccanti del Como.
Voto Como: 8,5.
Una squadra che non paga emotivamente il debutto e dimostra di avere già più di una maniera per vincere.
Voto Lipsia: 5.
Qualche reazione c’è, soprattutto nella ripresa, ma la fragilità difensiva rende impossibile costruire una vera rimonta.
Como, dalla prima europea a una vittoria che cambia la prospettiva
Una sola partita non può definire il percorso europeo del Como.
Ma il 4-1 al Lipsia cambia inevitabilmente il modo in cui gli avversari guarderanno la squadra di Fàbregas.
Il Como non si è limitato a sfruttare l’entusiasmo dell’esordio. Ha mostrato meccanismi riconoscibili, giocatori offensivi di livello internazionale e soprattutto una maturità tattica non scontata per una squadra alla prima esperienza continentale.
Baturina, Nico Paz e Diao danno imprevedibilità tra le linee. Douvikas continua a segnare. Fàbregas dispone inoltre di alternative come Kean, Perrone, Ricci e Kempf, che permettono di modificare la partita dalla panchina.
Il Lipsia esce invece dal Sinigaglia con la seconda sconfitta consecutiva dopo il 3-1 subito in Bundesliga contro il Werder Brema. Demichelis dovrà intervenire soprattutto sulla solidità della squadra e sulla capacità di reagire senza concedere immediatamente nuove occasioni.
Per il Como la notte del 10 settembre 2026 resta già nella storia.
Ma il messaggio di Fàbregas è probabilmente ancora più interessante del risultato: celebrarla sì, considerarla un punto d’arrivo no.