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Sassuolo-Juventus 3-2: Adzic beffa Spalletti al 94′

Sassuolo-Juventus 3-2: Adzic beffa Spalletti al 94′

Il Sassuolo batte la Juventus 3-2 al termine di una partita esplosa nella ripresa. Sebastiano Esposito apre il match, Zhegrova risponde due volte ai neroverdi, ma dopo il gol di Bowie è l’ex Vasilije Adzic a decidere tutto al 94′. Aquilani sale a sette punti e aggancia proprio i bianconeri.

Una partita rimasta bloccata per oltre un’ora e diventata improvvisamente incontrollabile. Il Sassuolo supera la Juventus 3-2 al Mapei Stadium nella quarta giornata di Serie A, infliggendo a Luciano Spalletti una sconfitta pesante soprattutto per il modo in cui è maturata.

Tutte le reti arrivano nel secondo tempo. Sebastiano Esposito porta avanti i neroverdi, Edon Zhegrova pareggia all’82’, Kieron Bowie firma il 2-1 all’89’, ancora Zhegrova trova il 2-2 nel recupero, prima che Vasilije Adzic punisca la sua ex squadra al 94′

Il risultato porta Sassuolo e Juventus entrambe a 7 punti dopo quattro giornate: nell’ordinamento della Lega riportato da Sky i bianconeri sono ottavi e gli emiliani noni, con il turno però ancora da completare nella giornata di lunedì.

Primo tempo bloccato, il Sassuolo concede il pallone ma non le occasioni

La Juventus prova a prendere subito il controllo territoriale attraverso il possesso e le combinazioni degli esterni, ma fatica a trasformare il dominio della palla in occasioni realmente pulite.

Il Sassuolo sceglie una partita più prudente senza rinunciare alle ripartenze. I numeri del primo tempo raccontano bene l’equilibrio: 5 tiri a 3 per i neroverdi e xG 0,30 contro 0,13, nonostante il 59% di possesso juventino. Muric e Vicario effettuano due parate a testa.

È un primo segnale di ciò che succederà successivamente: la Juventus muove più palloni, il Sassuolo riesce invece a sporcare le linee di passaggio e ad arrivare con maggiore immediatezza nella zona decisiva.

Spalletti riconoscerà nel post-partita proprio questa difficoltà, sottolineando come la Juve abbia trovato pochi spazi e abbia sfruttato troppo poco Kolo Muani come riferimento centrale.

Esposito rompe l’equilibrio, la Juve cambia volto con Zhegrova

All’intervallo Spalletti sostituisce Lucumí con Kelly. Aquilani interviene invece al 55′, inserendo Bakola per Lipani.

Il momento che cambia realmente la partita arriva al 65′. Nemanja Matic trova il corridoio per Sebastiano Esposito, che attacca l’area e supera Vicario con una conclusione di prima intenzione: 1-0 Sassuolo.

La Juventus aveva già aumentato il peso offensivo al 60′, quando Spalletti aveva inserito Woltemade e Zhegrova al posto di Conceição e Nico Gonzalez. È soprattutto l’ingresso del kosovaro a cambiare radicalmente la partita.

All’82′ Zhegrova firma l’1-1, sfruttando anche un’incertezza di Muric. È il primo segnale di un finale completamente fuori dagli schemi.

Aquilani trova risposte dalla panchina: Bowie e Adzic ribaltano il finale

Aquilani prepara il finale con tre sostituzioni effettuate intorno al 71′: Adzic per Thorstvedt, Dominguez per Berardi e Bowie per Esposito. Sono cambi destinati a incidere in maniera determinante.

Il Sassuolo deve anche rinunciare a Jay Idzes, costretto a uscire per un problema fisico all’81’ e sostituito da Caleta-Car.

All’89′ Bowie, servito da Bakola, trova il 2-1 con una conclusione di prima intenzione. Due giocatori entrati dalla panchina costruiscono così il nuovo vantaggio neroverde.

Sembra finita, ma Zhegrova non è d’accordo. Nel recupero l’esterno juventino riceve da Kolo Muani e trova il 2-2, completando la propria doppietta.

La Juventus, però, commette l’errore che Spalletti individuerà successivamente come decisivo: invece di proteggere il punto, continua ad attaccare con moltissimi uomini oltre la linea della palla, senza l’equilibrio tattico, concede spazi.

Il Sassuolo recupera il possesso e riparte. Laurienté serve Adzic, che controlla e trova il diagonale del 3-2 al 94′. È il più classico dei gol dell’ex e l’ultima vera azione della gara.

Sassuolo Juventus 3-2, la chiave della partita: la Juventus domina i numeri, il Sassuolo domina i momenti

Le statistiche rendono ancora più interessante il risultato. La Juventus chiude con 55% di possesso, 19 tiri contro 10, 8 conclusioni nello specchio contro 6 e 9 corner contro 3.

Anche gli expected goals premiano leggermente i bianconeri: 1,00 xG Juventus contro 0,67 Sassuolo. I passaggi sono 478 per la Juve, 418 riusciti, contro i 393 del Sassuolo, 340 completati: una precisione di circa 87% per entrambe le squadre.

Sono numeri che raccontano però soltanto una parte della serata.

Il Sassuolo difende meglio le situazioni decisive: 10 intercetti contro 2, 17 respinte contro 10 e una maggiore efficacia nei duelli della ripresa. Muric compie sei parate, mentre Vicario ne registra tre.

Aquilani accetta quindi di avere meno possesso ma conserva una struttura capace di ripartire. Matic offre qualità nella prima costruzione e protegge il centro, mentre Laurienté dà profondità. Nella seconda parte della gara l’allenatore neroverde inserisce uomini freschi proprio quando gli spazi cominciano ad aumentare.

La Juventus fa invece quasi il percorso opposto. Con Zhegrova e Woltemade guadagna presenza offensiva e diventa molto più pericolosa, ma progressivamente perde protezione preventiva.

La fotografia tattica della sconfitta arriva proprio sull’ultima azione: diversi juventini partecipano all’attacco del possibile 3-2, la palla viene persa e dietro resta una situazione favorevole alla transizione del Sassuolo.

Spalletti ha ammesso di aver chiesto personalmente alla squadra di provare a vincere fino alla fine. La volontà offensiva è quindi un merito, ma la gestione del rischio diventa il limite decisivo.

Zhegrova MVP statistico, ma Adzic è l’uomo della vittoria

Il paradosso della serata è rappresentato dal migliore in campo. Secondo Sofascore il voto più alto è quello di Edon Zhegrova: 9,3, grazie a due reti, tre passaggi chiave e un impatto enorme dopo l’ingresso al 60′.

Per il Sassuolo spiccano Muric, autore di sei parate, Sebastiano Esposito, Matic e soprattutto i subentrati Bowie e Adzic.

Adzic non produce il volume statistico di Zhegrova, ma segna la rete che decide la partita. Bowie entra e realizza il momentaneo 2-1; Bakola partecipa alla stessa azione con l’assist.

Tra i bianconeri resta invece insufficiente il contributo complessivo di Kolo Muani, poco coinvolto soprattutto nella prima parte della gara. Anche Woltemade spreca una possibilità importante. Più in generale, è la fase difensiva juventina nel finale a crollare: tre gol subiti dal 65′ in avanti vanificano la maggiore produzione offensiva.

Voto Sassuolo: 7,5. Partita intelligente, coraggiosa e soprattutto estremamente efficace nei momenti decisivi.

Voto Juventus: 5,5. Buona reazione e maggiore volume offensivo, ma gestione del finale incompatibile con una squadra che aveva appena recuperato per la seconda volta il risultato.

 

Il Sassuolo trova identità, la Juventus deve imparare a gestire il rischio

Il 3-2 racconta più del semplice dato dei cinque gol.

Il Sassuolo di Aquilani dimostra di poter competere anche quando non controlla il pallone. Gli emiliani sanno aspettare, intercettare e soprattutto accelerare quando la Juventus perde struttura. Ancora più importante è la risposta della panchina: Bakola, Bowie e Adzic partecipano direttamente ai due gol decisivi del finale.

Per la Juventus la sconfitta è più complessa da interpretare. La squadra produce più tiri, più possesso, più corner e un xG superiore, e riesce due volte a recuperare una partita che sembrava compromessa. Non manca quindi la capacità di reagire.

Manca però la lucidità nel momento in cui sarebbe necessario capire che una gara può anche non essere vinta.

Dopo il 2-2 la Juventus trasforma la propria aggressività in esposizione tattica. È proprio quella ricerca quasi compulsiva del terzo gol ad aprire il campo ad Adzic.

La quarta giornata lascia così Juventus e Sassuolo appaiate a sette punti, ma con sensazioni opposte: Aquilani esce dal Mapei con una squadra rafforzata nelle proprie convinzioni; Spalletti con la certezza che la qualità offensiva, da sola, non basta se viene meno l’equilibrio nei momenti decisivi.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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