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ESCLUSIVA CS, Cristian Brocchi: “La Roma rimane l’anti Inter. Lazio appagata? Gattuso deve gestire l’euforia. Su Milan e Juventus…”

ESCLUSIVA CS, Cristian Brocchi: “La Roma rimane l’anti Inter. Lazio appagata? Gattuso deve gestire l’euforia. Su Milan e Juventus…”

L’ex calciatore e attuale commentatore Cristian Brocchi, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciostyle.net, rispondendo a domande su Roma, Lazio, Milan e Juventus.

Esclusiva Calciostyle, le parole di Cristian Brocchi

Conoscendo bene la piazza romana, qual è secondo te il reale potenziale di questa Roma e cosa manca per trovare una continuità ad alti livelli?

Quanto alla continuità della Roma ad alti livelli, per me è già a quei livelli: l’ho definita l’unica squadra che poteva essere l’anti Inter. In realtà adesso si è inserita la Lazio, che sta facendo qualcosa di incredibilmente grande, ma penso che la Roma abbia le capacità per stare là in alto fino alla fine. Molto dipenderà dalla Champions League e dagli infortuni, ma è una squadra già ben attrezzata. Qualche punto perso ci sta, un pareggio a Napoli ci può stare: è anche una questione di calendario.

Mister, dopo il KO interno col Bologna e con il Derby alle porte, come deve intervenire l’allenatore a livello psicologico per resettare la squadra e trasformare la tensione in energia?

Esclusiva Cristian Brocchi
RIBEN AMORIM PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il Milan stava vincendo nei primi 45 minuti con il Bologna, poi ha giocato un secondo tempo da dimenticare. Per resettare la squadra dopo quel crollo, un derby non ha bisogno dell’intervento dell’allenatore: ci sono partite che si preparano da sole dal punto di vista emotivo e nervoso, e questa è una di quelle. Il lavoro degli allenatori pesa soprattutto quando le partite richiedono un’attenzione e una preparazione diverse, quindi sul piano mentale non sarà un problema. La cosa più importante sarà capire se il Milan riuscirà a recuperare qualche giocatore importante: nel secondo tempo con il Bologna il problema è stato proprio non poter contare su alcuni giocatori chiave nello scacchiere di Amorim, che in un momento di difficoltà avrebbero permesso di venirne fuori in maniera diversa.

La Lazio è prima da sola dopo la goleada al Sassuolo: da ex biancoceleste, qual è il pericolo più grande legato a questa euforia e come si evita l’appagamento nello spogliatoio?

Con questi giocatori la Lazio è a pari punti con l’Inter e il pericolo, quando una squadra va alla grande, è l’euforia. Mi sembra di rivivere un po’ la settimana prima della partita con il Parma: è come se tutti si aspettassero sempre il passo falso della squadra. La mentalità vincente è un’altra, quella di chi pensa che ogni volta che affronta una squadra più piccola sulla carta è lì che può perdere. Con Gattuso, nel post-gara, abbiamo parlato proprio della partita con il Parma, la classica partita trappola: ci si aspettava un Parma che arrivasse all’Olimpico dopo due sconfitte con Gilardino e portasse a casa qualche punto, e invece la Lazio ha dimostrato di essere squadra. È stato uno step importante. Poi è andata a Sassuolo, dove ci si aspettava che il Sassuolo non continuasse a perdere, e anche lì ha dimostrato carattere e uno stato fisico importante. Voglio pensare che la mentalità di questi ragazzi stia diventando una mentalità vincente e per questo credo che la Lazio non sbaglierà la partita sotto questo aspetto. Il rischio appagamento può esserci, ma è ancora presto: a fine campionato forse, adesso sinceramente no.

Cosa manca oggi alla Juventus per trovare fluidità di gioco e come valuti l’impatto delle filosofie tattiche alla Spalletti nel nostro campionato attuale?

Esclusiva Cristian Brocchi
LUCIANO SPALLETTI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In conferenza stampa Spalletti aveva dichiarato che la squadra era sul pezzo, ma con il Genoa è stata dominata, soprattutto nel primo tempo. Per me Spalletti aveva fatto un ottimo lavoro l’anno scorso e, se avesse avuto Vlahovic, sarebbe arrivato in Champions League; quest’anno doveva essere l’anno della Juventus, come anti Inter o comunque come squadra capace di restare da subito nelle prime posizioni. Hanno inciso in maniera esponenziale gli infortuni, non solo dal punto di vista tecnico ma anche caratteriale: la Juventus sta giocando senza idee, senza Locatelli, che amato o odiato per me è un giocatore importantissimo e forte, che manca tanto, e senza Yildiz e Thuram. Potrei fare l’elenco di altri, ma già questi sono giocatori con personalità e qualità e, quando a una grande squadra li togli tutti, diventa difficile. Pensa a un’Inter senza Thuram, Lautaro, Barella e Bastoni: cambia radicalmente tutto. Purtroppo, quando succede come è successo a Spalletti, si parla sempre delle brutte prestazioni e dei risultati e si mettono da parte questi infortuni, che in realtà sono molto pesanti.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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