Alla vigilia del derby di Milano il tecnico dell’Inter Christian Chivu presenta la stracittadina contro i rossoneri in conferenza stampa.
Si avvicina l’appuntamento del derby tra Milan e Inter. Domani sera, nella notte di Halloween, le due milanesi daranno vita all’ennesimo capitolo della rivalità cittadina nella 10° giornata di Serie A.
Campionato che vede i nerazzurri in testa, e artefici della miglior partenza del club nell’era dei 3 punti con 25 punti raccolti. Un rullino di marcia impressionate, che da Appiano si augurano possa proseguire anche nel big match contro i rossoneri. L’Inter non trova la vittoria contro il Milan da oltre due anni, ed ha perso gli ultimi 3 derby consecutivamente, ed ha tanta voglia di tornare ad imporsi sui rivali. Alla vigilia della partita il tecnico nerazzurro Christian Chivu ha presentato il derby in conferenza stampa.
Milan-Inter, Chivu alla vigilia del derby
Come arriva la squadra al derby?
“Pronta, consapevole che è un derby, importante per tutti. Non conta la classifica, conta far di tutto per vincere”.
Approccio al match.
“Nasce tutto dall’equilibrio, da quello che hai nelle gambe e nella testa. E dall’avversario. Sappiamo la loro forza e il loro palleggio e come possono farci male. Hanno tecnica e velocità. Saremo pronti e lucidi”.
Dopo sette derby senza vincere c’è voglia di rivalsa in casa Inter?
“Guardiamola come una partita di campionato, senza guardare la classifica, senza accontentarci dei nostri recenti risultati, sia dell’anno scorso che di questo avvio di stagione. Dovremo essere la nostra miglior versione e basta. Se è tanto che non vinciamo vuol dire che dobbiamo farci delle domande. Non è una questione di mancanza di impegno, a volte sono anche episodi a decidere partite così. Ma dovremo fare sicuramente qualcosa in più”.
Milan-Inter, Chivu su Thuram:

“Sta bene, no ha alcun deficit di energia. Ha leadership, in campo sposta le cose, è determinante. Sono queste le cose che ti danno sempre energia e l’avrà anche domani”.
Si aspetta una squadra più agonisticamente sul pezzo?
“Intanto diciamo che è solo la 10^ giornata e che un derby può anche non essere decisivo, lo insegna l’anno scorso. È una partita che può dare tanto a chi vince e togliere molto a chi perde, ma ripeto, poi a volte incide meno nella stagione. In un campionato conta ogni partita”.
Peso di essere favoriti?
“Non ci sono favoriti. La pressione c’è per tutti, sappiamo cosa voglia dire vincere o perdere un derby, ma non bisogna caricarsi di cose che ti portano via energie”.
Gambe appesantite dopo 9 gare in un mese?
“Dovrei chiederlo io a voi… Le pressioni che stiamo facendo penso siano interpretate male, noi non andiamo a uomo, andiamo sui riferimenti. Nelle ultime partite siamo stati più organizzati, non siamo andati su sempre, abbiamo aspettato i momenti giusti. Serve sempre trovare l’equilibrio giusto”.
Ha visto il progetto del nuovo stadio? Pensa di allenare lì l’Inter?
“È una domanda trabocchetto, so che c’è gente che sostiene il Meazza, e lo sono anche io, ma sono anche pro novità, ci sono cose fondamentali legate a incassi e all’avere uno stadio di proprietà. Nel mondo del calcio ormai non si può sopravvivere senza soldi. Ben vengano le cose nuove, anche se pure io sono un po’ malinconico. Il nuovo fa un po’ paura, ma quanto ti abitui ti dà tante soddisfazioni. Io allenare lì nel 2031? Non dico nulla… Allenare l’Inter è dura: giudizi che diventano sentenze, sarà difficile farmi resistere così tanto, magari se cambia la cultura sportiva… Magari ci arriverò con meno capelli bianchi e senza finire all’ospedale…”
Il recente score nel derby può pesare come in Champions League?
“Contro lo Shakhtar si è fatta sentire, siamo riusciti a vincere ma spendendo tanto. Questa squadra ha raggiunto una certa maturità, speculare può condizionarti, siamo consapevoli che il derby è una partita che ci obbliga ad aggiungere qualcosa in più. Il derby ti costringe a fare più cose e a farle bene”.