La Juventus torna alla vittoria in Serie A superando l’Atalanta 2-0 all’Allianz Stadium. Francisco Conceição sblocca la partita al 28’, mentre nella ripresa Gleison Bremer chiude i conti al 77’. I bianconeri salgono a 10 punti, mentre la squadra di Maurizio Sarri resta ferma a quota 6.
La Juventus ritrova risultato e solidità nel momento in cui ne aveva più bisogno. Dopo il passo falso contro il Sassuolo, la squadra di Luciano Spalletti risponde con una prestazione concreta, capace di alternare momenti di controllo ad altri di sofferenza senza mai perdere completamente l’equilibrio.
Il 2-0 non nasce da un dominio continuo. L’Atalanta rimane a lungo dentro la partita e soprattutto nella prima parte della ripresa costruisce le occasioni migliori per pareggiare. La Juventus, però, resiste nel momento più delicato e cambia passo nell’ultima mezz’ora, quando le sostituzioni di Spalletti aumentano energia e pericolosità.
A decidere la gara sono Conceição al 28’ e Bremer al 77’. In mezzo, il salvataggio sulla linea di Kolo Muani sul colpo di testa di Kristensen rappresenta uno degli episodi che indirizzano definitivamente la serata.
Per i bianconeri arrivano così tre punti importanti anche in classifica: la Juventus sale a 10 punti, mentre l’Atalanta resta a 6 e incassa la terza sconfitta consecutiva in campionato.
Conceição trova il varco, l’Atalanta protesta per Rowe
La Juventus prova fin dall’inizio ad attaccare la profondità. Kolo Muani cerca più volte lo spazio alle spalle della linea nerazzurra, mentre l’Atalanta risponde affidandosi alla qualità di Samardžić e alle accelerazioni sulle corsie esterne.
Al 24’ Lucumí chiude una situazione pericolosa su Krstović dopo il cross di Bernasconi. Quattro minuti più tardi arriva il vantaggio juventino.
Çelik viene liberato sulla sinistra e mette un pallone basso attraverso l’area di rigore. Sul lato opposto arriva Francisco Conceição, bravo a coordinarsi e battere Carnesecchi con il sinistro per l’1-0 al 28’.
Poco dopo arriva anche l’episodio arbitrale più discusso della partita. L’Atalanta reclama un calcio di rigore per una trattenuta di Kalulu su Jonathan Rowe nell’area juventina. L’arbitro Zufferli lascia proseguire e il VAR non interviene.
La prima frazione si chiude così sull’1-0. La Juventus è avanti, ma la partita resta aperta e l’Atalanta dà la sensazione di poter ancora rientrare.
L’Atalanta spinge nella ripresa, la Juventus resiste
Spalletti interviene subito dopo l’intervallo inserendo Pape Matar Sarr al posto di Alajbegovic. Una scelta che aumenta fisicità, corsa e capacità di coprire campo nella zona centrale.
La ripresa parte con un ritmo più alto. Dopo meno di due minuti Nico González gira di testa un pallone che attraversa l’area atalantina, mentre al 49’ arriva la risposta più pericolosa degli ospiti.
Rowe accelera in transizione, entra nello spazio e conclude con il sinistro verso l’angolo basso. Vicario è attento e riesce a respingere.
Poco prima dell’ora di gioco Carnesecchi tiene l’Atalanta in partita intervenendo sul colpo di testa di McKennie. Al 62’, però, è la Juventus a rischiare seriamente.
Sugli sviluppi di un corner battuto da Samardžić, Kristensen anticipa la difesa e indirizza il pallone verso la porta. Kolo Muani salva sulla linea ed evita il pareggio. È il momento più delicato della partita per i bianconeri.
Sarri prova allora ad aumentare il peso offensivo. Al 63’ entra Raspadori al posto di Samardžić, mentre dieci minuti più tardi arrivano anche Scamacca per Krstović e Gaetano per Kessié.
L’Atalanta diventa più offensiva, ma perde progressivamente compattezza e concede alla Juventus maggiori spazi nelle transizioni.
Zhegrova entra e cambia il ritmo, Bremer chiude la partita
Al 73’ Spalletti cambia ancora. Entrano Edon Zhegrova e Teun Koopmeiners per Conceição e Nico González.
L’impatto di Zhegrova è immediato. L’esterno kosovaro dà alla Juventus maggiore imprevedibilità nell’uno contro uno e una nuova possibilità di attaccare una difesa atalantina sempre più allungata.
Al 75’ guida una ripartenza e serve Sarr, che prova la conclusione dalla distanza costringendo Carnesecchi alla parata.
Due minuti più tardi arriva il gol che chiude definitivamente la partita.
Sul corner battuto proprio da Zhegrova, Bremer anticipa tutti sul primo palo e di testa firma il 2-0 al 77’.
È il colpo che spegne la reazione dell’Atalanta e permette alla Juventus di gestire con maggiore tranquillità il finale.
Sarri inserisce Elmas per Rowe all’84’, mentre Spalletti risponde con Woltemade per McKennie all’86’ e Kelly per Kolo Muani all’89’.
Prima di lasciare il campo, Kolo Muani sfiora anche il terzo gol, ma Carnesecchi esce con ottimo tempismo e gli chiude lo specchio.
La partita termina senza espulsioni, rigori assegnati o pali. Gli ammoniti sono Kristensen, Conceição e Kessié.
Juventus Atalanta 2-0: la chiave della partita i bianconeri crescono quando aumentano gli spazi
La Juventus chiude la partita con circa il 52% di possesso palla contro il 48% dell’Atalanta, ma il dato più significativo riguarda la produzione offensiva.
I bianconeri concludono 14 volte contro le 11 dell’Atalanta, centrando la porta in 5 occasioni contro 2. I corner sono invece 4 per la Juventus e 5 per l’Atalanta.
Anche gli expected goals premiano la squadra di Spalletti. Interessante è il dato relativo alla ripresa: 11 dei 14 tiri juventini arrivano dopo l’intervallo. Un numero che racconta bene la crescita della Juventus nella seconda parte della gara.
La precisione dei passaggi è invece leggermente superiore per l’Atalanta, ma questo dato evidenzia anche uno dei problemi della squadra di Sarri: mantenere il pallone non è bastato per trasformare il possesso in occasioni realmente pericolose.
La Juventus è stata più efficace quando ha potuto aumentare il ritmo. Çelik e Conceição costruiscono il primo gol attaccando il lato debole, mentre nella ripresa Sarr e soprattutto Zhegrova aumentano corsa, verticalità e imprevedibilità.
I cambi di Spalletti spostano l’equilibrio
Uno degli elementi più importanti della partita arriva dalla panchina juventina.
L’ingresso di Sarr al 46’ consente alla Juventus di aumentare la presenza fisica a centrocampo e di sostenere meglio una fase in cui l’Atalanta prova ad alzare pressione e ritmo.
Il cambio che modifica definitivamente l’inerzia della gara è però quello di Zhegrova al 73’.
L’esterno dà immediatamente alla Juventus una minaccia diversa nell’uno contro uno e in campo aperto. Prima guida la transizione che porta alla conclusione di Sarr, poi serve da corner l’assist per il gol di Bremer.
Sarri prova a rispondere con Raspadori, Scamacca e Gaetano, aumentando qualità e peso offensivo. L’Atalanta guadagna uomini nella metà campo juventina, ma non riesce a trovare la giocata capace di rompere definitivamente l’organizzazione bianconera.
Bremer guida la difesa, Conceição accende la Juventus
Tra i protagonisti della serata spicca Gleison Bremer, decisivo sia nella gestione difensiva sia nell’area avversaria. Il centrale brasiliano contiene bene il reparto offensivo atalantino e firma il gol che chiude la partita.
Prestazione importante anche per Francisco Conceição, bravo a rompere l’equilibrio nel primo tempo con il movimento sul lato debole e la conclusione che vale l’1-0.
Kolo Muani non trova il gol, ma offre un contributo determinante alla squadra. Attacca la profondità, lavora per i compagni e soprattutto salva sulla linea il possibile pareggio di Kristensen.
Ottimo anche l’ingresso di Zhegrova, che in pochi minuti cambia il ritmo della partita e serve l’assist per il raddoppio.
Nell’Atalanta si mette in evidenza Carnesecchi, decisivo in più occasioni per evitare un passivo più pesante. Buona anche la prova di Rowe, il giocatore più capace di creare superiorità e mettere in difficoltà la difesa juventina.
Più complicata la serata di Krstović, poco coinvolto all’interno dell’area di rigore, e di Kessié, che fatica ad aumentare la velocità della manovra. Anche De Ketelaere alterna buone combinazioni a una presenza offensiva troppo intermittente.
Nel complesso la Juventus merita un 7: non domina per novanta minuti, ma sa interpretare i diversi momenti della gara e cresce nel secondo tempo.
L’Atalanta si ferma a 5,5: alcuni progressi nella costruzione sono evidenti, ma manca continuità negli ultimi metri e dopo il secondo gol la squadra perde compattezza.
Spalletti Juventus : “Questa disponibilità non ha prezzo”
Nel dopogara Luciano Spalletti pone soprattutto l’accento sull’atteggiamento della squadra e sulla disponibilità mostrata dai giocatori.
“Per un allenatore vedere tutta questa disponibilità da parte dei suoi giocatori non ha prezzo”.
Il tecnico riconosce che la Juventus è stata costretta in alcuni momenti ad abbassarsi, ma sottolinea anche la capacità dei bianconeri di ritrovare equilibrio e sfruttare gli spazi.
Particolare attenzione viene riservata anche alla prestazione di Kolo Muani, prezioso nel lavoro senza palla e decisivo con il salvataggio sulla linea che evita il possibile 1-1.
Le parole di Spalletti fotografano bene la partita: la Juventus non ha cercato di controllare tutto attraverso il possesso, ma ha saputo adattarsi alle diverse fasi della gara e diventare più pericolosa quando il match si è aperto.
Sarri Atalanta: “Dobbiamo crescere sul piano della personalità”
Di tono diverso l’analisi di Maurizio Sarri. L’allenatore dell’Atalanta vede aspetti positivi nella prestazione tecnica e tattica, ma individua nella mancanza di iniziativa individuale uno dei principali limiti della sua squadra.
“Dobbiamo crescere sul piano del coraggio, della personalità e delle iniziative”.
Sarri sottolinea come l’Atalanta sia rimasta dentro la partita per circa un’ora, prima di allungarsi dopo il secondo gol.
Il tecnico torna anche sull’episodio che coinvolge Kalulu e Rowe nel primo tempo, contestando il mancato intervento del VAR.
Anche Ederson considera discutibile l’episodio, pur sottolineando come la squadra non possa attribuire la sconfitta esclusivamente alla decisione arbitrale. Per l’Atalanta il problema principale resta la necessità di giocare con maggiore libertà e incisività negli ultimi metri.
La Juventus ritrova solidità, l’Atalanta deve trovare più incisività
Il risultato racconta una Juventus non ancora perfetta, ma più capace di leggere le partite.
Spalletti non ottiene novanta minuti di dominio. Ottiene però qualcosa di altrettanto importante: una squadra capace di soffrire senza perdere struttura e di tornare ad attaccare con efficacia quando gli spazi aumentano.
Il primo gol nasce dalla capacità di occupare bene il lato debole. Il secondo arriva dalla panchina, con l’ingresso di Zhegrova e la forza aerea di Bremer.
Due reti costruite in modo diverso che raccontano una Juventus con più soluzioni rispetto alle precedenti uscite.
L’Atalanta, invece, esce dallo Stadium con una sensazione più complessa di quella suggerita dal risultato.
Fino al salvataggio sulla linea su Kristensen, la partita è realmente aperta. È da quel momento in poi che emergono i limiti della squadra di Sarri: il possesso non si trasforma in una pressione offensiva continua e, quando aumenta il rischio alla ricerca del pareggio, la squadra concede troppo campo alle ripartenze juventine.
Per Sarri arriva così la terza sconfitta consecutiva in Serie A. I progressi nella costruzione ci sono, ma devono essere accompagnati da maggiore velocità, più iniziativa nell’uno contro uno e una presenza più incisiva negli ultimi venticinque metri.
La Juventus sale invece a 10 punti e trova un successo che rafforza soprattutto la fiducia. Non basta per considerare risolti tutti i problemi, ma è un segnale importante: dopo le difficoltà delle settimane precedenti, Spalletti ritrova una squadra capace di reagire, soffrire e sfruttare una panchina che, questa volta, ha fatto davvero la differenza.