La Roma parte bene, passa con Cristante e controlla il primo tempo, ma in avvio di ripresa subisce il pari di Archie Brown. Il Fenerbahçe cresce, sfiora la vittoria con Muriqi e Aké, mentre il VAR cancella un rigore a Dybala. Nel post-partita Ismail Kartal annuncia le dimissioni.
La Roma pareggia 1-1 sul campo del Fenerbahçe nel debutto della League Phase di Champions League. I giallorossi trovano il vantaggio con Bryan Cristante al 39’, servito da Donyell Malen, ma vengono ripresi al 48’ da Archie Brown, che sfrutta l’assist di Mason Greenwood.
Il punto muove la classifica di entrambe nella prima giornata, ma lascia sensazioni differenti. La Roma ha giocato con personalità nella prima parte della gara, gestendo il pallone e trovando il vantaggio con una giocata pulita. Nella ripresa, però, l’uscita dagli spogliatoi è stata troppo morbida e il Fenerbahçe ha preso campo, ritmo e fiducia.
Nel finale la squadra di Gian Piero Gasperini ha avuto la possibilità di riprendersi la partita, senza però costruire abbastanza per vincerla. I turchi, invece, hanno avuto le occasioni più nitide dopo l’1-1: Muriqi ha mancato il sorpasso e Aké ha colpito la traversa. Il pareggio, per andamento e occasioni, è un risultato che nessuna delle due squadre può considerare del tutto ingiusto.
Cristante porta avanti la Roma dopo un primo tempo controllato
Il Fenerbahçe parte con intensità, sostenuto da un ambiente molto caldo. Elmaz e Aktürkoğlu provano a sorprendere Svilar nei primi minuti, ma il portiere della Roma risponde presente. La squadra di Gasperini non si disunisce e, dopo una fase iniziale più prudente, cresce nel possesso e nella qualità delle uscite.
La prima grande occasione giallorossa arriva al 21’: Koné recupera palla alto, Dybala riceve al limite e calcia con il destro, trovando la risposta di Ederson. È il segnale di una Roma più lucida nella gestione della partita, capace di far muovere il Fenerbahçe senza concedere troppo alle transizioni di Greenwood e Muriqi.
Al 39’ arriva il vantaggio. Malen parte dalla sinistra, si accentra e trova Cristante al limite dell’area: il destro incrociato del centrocampista romanista supera Ederson e porta avanti la Roma. È il primo gol di Cristante nella fase principale della Champions League.
Brown cambia la partita, Muriqi spreca il sorpasso
La ripresa si apre nel modo peggiore per la Roma. Il Fenerbahçe alza subito il ritmo e al 48’ trova il pareggio: Greenwood riceve tra le linee, serve Brown in profondità e l’esterno anticipa Svilar con un tocco morbido.
Il gol cambia completamente l’inerzia. La Roma perde le distanze, si abbassa e fatica a recuperare il controllo del possesso. Al 52’ Muriqi ha l’occasione più importante della serata: riceve in area, ma non riesce a trovare il bersaglio. È un errore pesante, perché il Fenerbahçe in quel momento aveva la partita in mano.
Gasperini al 52’ sostituisce Koné con Pisilli: il francese esce per un problema al ginocchio, confermato dal tecnico nel post-partita. La Roma prova a ritrovare ordine, ma Greenwood continua a essere il giocatore più pericoloso dei turchi, sia nelle conduzioni sia nell’ultimo passaggio.
Il VAR cancella il rigore a Dybala
Al 68’ arriva l’episodio arbitrale più discusso. Gil Manzano assegna inizialmente un rigore alla Roma per il fallo di Aktürkoğlu su Dybala, ma il VAR richiama l’arbitro: il contatto è avvenuto fuori area. Il rigore viene quindi revocato e la gara riprende con una punizione dal limite.
Kartal cambia al 61’ con Mercan per Bartuğ Elmaz e al 71’ inserisce Lukaku e Oğuz Aydın per Muriqi e Aktürkoğlu. Il doppio cambio aumenta il peso offensivo dei padroni di casa: pochi minuti più tardi Lukaku mette un pallone per Aydın, ma Svilar interviene salvando la Roma.
Gasperini risponde al 73’ con un triplo cambio: Molina per Rensch, Mora per Soulé e Balerdi per Mancini. L’idea è dare energie nuove sulle fasce, mantenendo una struttura prudente e provando a sfruttare la qualità di Dybala. All’86’ entra anche De Roon per Malen, una scelta che conferma la volontà di non esporsi nel finale.
Il Fenerbahçe, però, resta più pericoloso. Aké colpisce la traversa nel finale e la Roma chiude soffrendo, pur senza subire il gol della sconfitta.
La chiave della partita è l’avvio della ripresa
La Roma ha mostrato due facce. Nel primo tempo ha gestito bene il pallone, ha occupato con ordine la metà campo avversaria e ha trovato il vantaggio con una manovra costruita. Nella ripresa, invece, ha perso aggressività e precisione nelle uscite.
Il Fenerbahçe ha scelto una gara compatta, lasciando inizialmente il possesso ai giallorossi per poi cercare velocità negli spazi con Greenwood, Brown e Muriqi. Dopo il pareggio, il piano di Kartal ha funzionato meglio: la Roma ha concesso campo e il Fenerbahçe ha creato le occasioni migliori.
I dati statistici confermano il doppio andamento della sfida. La Roma ha chiuso con il 58% di possesso, contro il 42% dei turchi, ma il Fenerbahçe ha prodotto più pericolosità: 1,64 xG contro 0,53, cinque tiri nello specchio contro tre e tre grandi occasioni create contro una. Si registrano 12 tentativi del Fenerbahçe e 8 della Roma, con 338 passaggi completati su 396 per i padroni di casa e 512 su 563 per i giallorossi: precisione dell’85,4% contro il 90,9%.
I protagonisti: Greenwood illumina, Cristante guida la Roma
Il migliore in campo è Mason Greenwood. Non segna, ma è il giocatore che cambia la partita: firma l’assist per Brown, crea la grande occasione di Muriqi e mette in difficoltà la Roma ogni volta che riceve fronte alla porta.
Nel Fenerbahçe molto bene anche Archie Brown, autore del gol del pareggio e continuo nella spinta sulla fascia. Positivi Ederson e la coppia Skriniar-Aké, soprattutto nel primo tempo. Muriqi resta invece tra i giocatori maggiormente in difficoltà per l’occasione sprecata sul punteggio di 1-1.
Nella Roma il migliore è Bryan Cristante, non solo per il gol ma per la capacità di dare ordine alla manovra. Dybala crea le situazioni più tecniche e si procura l’episodio del rigore poi revocato, mentre Svilar è decisivo su Aydın. Bene anche Ndicka, solido nel momento più complicato della gara.
Più in difficoltà Rensch, ammonito e spesso costretto a rincorrere Brown, e Koné, che esce presto per il problema al ginocchio. Malen trova l’assist del vantaggio ma nella ripresa perde continuità.
Il voto complessivo è 7 al Fenerbahçe e 6,5 alla Roma. I turchi hanno avuto più qualità e più occasioni nella seconda parte della gara; i giallorossi hanno però dimostrato di poter giocare con personalità anche in un ambiente difficile.
Gasperini dopo Fenerbahçe-Roma: “Il pareggio serve per la classifica”
Gasperini ha valutato positivamente la prestazione della Roma, senza nascondere il problema dell’avvio di ripresa.
“Abbiamo fatto una buona partita, non era facile qui contro una squadra che si è chiusa e ripartiva di rimessa.”
Il tecnico ha poi sottolineato il valore del punto nella nuova formula della Champions: il pareggio, in una League Phase così lunga, può avere un peso importante. Ha però ammesso che la squadra deve lavorare sulle situazioni difensive a blocco basso, perché il gol di Brown nasce proprio da una gestione sbagliata.
Kartal annuncia le dimissioni dopo il pareggio
Il post-partita del Fenerbahçe è stato segnato dall’annuncio inatteso di Ismail Kartal. Il tecnico turco, pur dopo una gara positiva della sua squadra, ha comunicato la volontà di lasciare l’incarico.
“Mi dimetto per aiutare il club e i miei giocatori.”
La situazione resta però da definire. Il presidente Aziz Yıldırım ha spiegato che Kartal sarebbe stato scosso anche dal lancio di una bottiglia dagli spalti e ha sostenuto che, al momento delle sue dichiarazioni, l’allenatore restava ancora in carica. Il Fenerbahçe ha inoltre comunicato di aver identificato il responsabile del gesto.
Un punto utile, ma la Roma deve imparare a gestire meglio i momenti
Il pareggio di Istanbul non è un risultato da buttare per la Roma. Tornare in Champions dopo anni, giocare in un ambiente difficile e uscire con un punto è un segnale di maturità. La squadra di Gasperini ha mostrato un primo tempo di buon livello e non ha perso completamente lucidità dopo il pareggio.
Resta però un limite evidente: dopo il vantaggio la Roma non è riuscita a dare continuità al proprio gioco. Ha lasciato al Fenerbahçe il tempo per riorganizzarsi, ha subito il pari subito dopo l’intervallo e ha rischiato di perdere una gara che fino al 45’ aveva gestito bene.
Il Fenerbahçe esce con qualche rimpianto per le occasioni di Muriqi e Aké, ma anche con la conferma di poter reggere il livello della Champions. La Roma torna a casa con un punto prezioso e con una lezione chiara: in Europa, soprattutto in trasferta, non basta giocare bene per un tempo.